di Federico Troina e Morgana Roma
Nella giornata di oggi Venerdì 3 Ottobre, si è svolto uno sciopero generale proclamato dagli studenti degli istituti superiori di Castelvetrano.
L’iniziativa parte da un gruppo di studenti del Liceo Scientifico “Michele Cipolla”, che si sono attivati nella giornata di ieri per coinvolgere quanti più studenti possibili, contattando anche le altre scuole della città, infatti coinvolti nell’evento, oltre agli alunni del Liceo Scientifico, troviamo gli alunni del Liceo delle Scienze Umane “G. Gentile”, dell’Istituto Superiore “G.B. Ferrigno” e anche molti professori, oltre alla popolazione scolastica, alla mobilitazione, erano presente molte altre persone, che, mosse dalla voglia di non rimanere indifferenti, sono scese in strada.

La manifestazione è iniziata nello spiazzale antistante la sede centrale del Liceo Scientifico, per spostarsi davanti l’Istituto Commerciale e successivamente alla sede succursale del LS; gli studenti hanno poi percorso il Viale Roma per recarsi presso il Parco delle Rimembranze, dove li attendeva un’altra delegazione. Dopo essersi unite, le due parti, hanno iniziato un cammino lungo il corso di Castelvetrano, scortati da alcune pattuglie della Polizia Locale di Castelvetrano.
Il corteo ha continuato il suo canto di libertà presso il Sistema delle Piazze, dove si stava svolgendo un altro evento, dopo una breve sosta, alcuni rappresentanti sono saliti sul palco per parlare di ciò che sta succedendo a Gaza e sul perché di questo sciopero.
Hanno sottolineato l’importanza di tenersi aggiornati sui continui conflitti, manifestando contro i ripetuti attacchi di Israele a Gaza, e in particolare riferendosi al recente attacco alla Global Sumud Flotilla, incaricata di portare risorse umanitarie ai palestinesi.

La rappresentanza studentesca di oggi era formata da circa 200 persone, numero irrisorio se confrontato con la totalità degli studenti degli istituti superiori.
Una delle cause principali che ha scoraggiato gli studenti dallo scendere in piazza sarebbe stata, secondo molti, la possibilità di eventuali provvedimenti da parte delle forze dell’ordine.
Nonostante la forte volontà di partecipazione dimostrata da alcuni, molti studenti hanno preferito non unirsi al corteo, scoraggiati soprattutto dal timore di ricevere provvedimenti disciplinari o segnalazioni da parte delle forze dell’ordine o delle scuole stesse. A questo si aggiunge, secondo quanto riferito da alcuni rappresentanti, una generale disinformazione sull’evento: in molti, infatti, non erano pienamente a conoscenza delle motivazioni profonde dello sciopero o hanno ricevuto notizia della mobilitazione solo all’ultimo momento.

Un’altra causa della bassa partecipazione potrebbe essere attribuita alla crescente apatia e disillusione che serpeggia tra le nuove generazioni, spesso scoraggiate rispetto all’efficacia delle manifestazioni come strumento di cambiamento, e non abituate a questa forma di “protesta” contro le ingiustizie. È come se una parte degli studenti avesse perso fiducia nella possibilità di incidere realmente sulla realtà attraverso la partecipazione attiva e il confronto democratico.
Un’occasione mancata, quindi, non solo per chi ha scelto di restare a casa o andare a scuola, ma per l’intera comunità scolastica, che avrebbe potuto dare prova di unità e consapevolezza in un momento storico così complesso. Tuttavia, l’impegno e la determinazione dei pochi presenti hanno acceso una piccola scintilla, che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più grande, se coltivata con intelligenza e continuità.
La speranza è che questa giornata possa rappresentare un punto di partenza, e non una semplice parentesi. Che serva da stimolo per avviare un dibattito più ampio e maturo all’interno delle scuole, per riscoprire il valore dell’impegno civico, della solidarietà internazionale e della partecipazione attiva.
Perché, come ricordava uno degli striscioni presenti in piazza, “Il silenzio è complicità”, e oggi più che mai è necessario scegliere da che parte stare.




Complimenti ragazzi, continuate a manifestare le vostre idee e portate in alto i vostri ideali in barba a chi vi vorrebbe morti e sepolti dietro i banchi o davanti gli schermi di un tablet.
Non permettete a nessuno di dirvi che gridare “Pace!” (o qualsiasi cosa per voi sia un valore) sia in realtà un perdita di tempo: sono solo un gruppo di zombie imborghesiti non più in grado di riconoscere un alito di vita neanche se glielo sbatti in faccia! Avanti così, nessuna paura, ci sono tanti altri invece che vi sosterranno sempre! Bravissimi!
Grazie!
Bravi, bravi ragazzi della mia cara e lontana Castelvetrano, e grazie perche’, non solo avete dato prova di sensibile umana sensibilita’ e rifiuto di un crudele genocidio di innocenti e bambini, ma pure perche’ avete dato dimostrazione alla nostra comunita’ troppo distratta, che spirito di emozionata solidarieta’ con chi sta soffrendo stragi e carestia alberga anche nel.cuore dei castelvetranesi. Grazie ancora
Grazie del supporto!